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Con queste mani ho ferito
e con le parole condannato
a morte
ho divorato la paura negli occhi
di chi torturavo
ne ho assaporato il dolore
ho sorriso mentre mi pregavano
di smettere
ho succhiato il loro sangue
violentato la loro carne
massacrato i loro cadaveri
Ho ascoltato i loro pianti
disperati
singhiozzavano come bimbi
abbandonati
e quei bimbi ero io:
più mi vedevo e più mi accanivo
e più mi accanivo e più mi punivo
e più mi punivo e più ne godevo
d’un dolore ch’era il mio
“Chi ti ha fatto del male, piccino?
Adesso ci penso io!”
Non mi toccano le vostre condanne
morali
perché parlate le mie stesse parole
senza capire
e non c’è giudizio senza comprensione
ma solo vendetta d’umana fazione
Non vale la pena parlare con voi.